La nozione di “acquisizione di partecipazione qualificata” nel diritto dell’Unione europea: riflessione sistematica a margine di una recente sentenza della Corte di giustizia
Nell’ambito della disciplina degli assetti proprietari delle banche, il contributo esamina la nozione di acquisizione di partecipazione qualificata negli enti creditizi quale presupposto dell’esercizio del controllo pubblico ai fini del rilascio della relativa autorizzazione. L’indeterminatezza della nozione ha alimentato un ampio dibattito giurisprudenziale e dottrinale che, pur mostrando alcuni orientamenti tendenzialmente convergenti, presenta ancora significativi margini di incertezza.
La considerazione della finalità del meccanismo autorizzativo di garantire la sana e prudente gestione dell’ente creditizio mediante la verifica dell’idoneità degli azionisti ha condotto a privilegiare un’interpretazione estensiva della nozione, in cui le modalità di acquisizione della partecipazione risultano irrilevanti ai fini dell’obbligo di notifica. Risulta invece decisivo l’effetto sostanziale dell’operazione, consistente nella detenzione o nell’incremento di una partecipazione qualificata idonea a incidere sulla gestione della banca mediante diritti di voto o di capitale.
In questo quadro si colloca criticamente la sentenza del 19 settembre 2024 della Corte di giustizia dell’Unione europea nella vicenda Fininvest/Berlusconi c. BCE, che, riformando la decisione di primo grado, ha escluso la rilevanza autorizzativa delle operazioni che incidono esclusivamente sulla struttura giuridica della partecipazione qualificata, in assenza di variazioni quantitative, come nel caso della trasformazione da partecipazione indiretta a diretta. Un simile approccio restrittivo solleva interrogativi in ordine all’effettività della vigilanza prudenziale e all’effetto utile della disciplina unionale.
Muovendo da tali premesse, il contributo propone una ricostruzione sistematica della nozione di acquisizione di partecipazione qualificata che, nel bilanciamento tra tutela della sana e prudente gestione bancaria, principio di proporzionalità e certezza del diritto, valorizzi la sostanza economica delle operazioni e la loro incidenza sulla potenziale influenza esercitabile sull’ente creditizio.
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Within the framework of the rules governing bank ownership structures, the article examines the notion of the acquisition of a qualifying holding in credit institutions as a prerequisite for the exercise of public supervisory control through the granting of the relevant authorisation. The indeterminate nature of this notion has given rise to extensive judicial and scholarly debate which, despite the emergence of partially convergent interpretative approaches, continues to display significant areas of uncertainty.
Consideration of the purpose of the authorisation mechanism — namely, to ensure the sound and prudent management of the credit institution through the assessment of the suitability of shareholders — has led to the endorsement of a broad interpretation of the notion, under which the specific modalities of the acquisition are immaterial for the purposes of the notification requirement. What is decisive instead is the substantive effect of the transaction, consisting in the holding or increase of a qualifying participation capable of influencing the management of the bank through voting or capital rights.
Against this background, the article critically examines the judgment of the Court of Justice of the European Union of 19 September 2024 in the Fininvest/Berlusconi v ECB case, which, overturning the decision at first instance, excluded the authorisation relevance of transactions affecting exclusively the legal structure of a qualifying holding, in the absence of quantitative changes, such as the conversion of an indirect holding into a direct one. Such a restrictive approach raises concerns as to the effectiveness of prudential supervision and the efficacy of EU law.
On this basis, the article advances a systematic reconstruction of the notion of acquisition of a qualifying holding which, in balancing the protection of sound and prudent bank management with the principles of proportionality and legal certainty, places emphasis on the economic substance of transactions and their impact on the potential influence exercisable over the credit institution.
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