Golden power e attività creditizia – Il golden power e l’intensità del controllo giurisdizionale

di Marcello Clarich e Giuliana Marra -

Il contributo esamina la sentenza del TAR Lazio, Sez. I, 12 luglio 2025, n. 13748, avente ad oggetto l’esercizio del golden power su un’operazione interamente domestica nel settore bancario (Offerta pubblica di scambio di UniCredit su Banco BPM), e svolge delle riflessioni sul sindacato del giudice amministrativo che, pur ribadendo il carattere straordinario e residuale dei poteri speciali, finisce per legittimare un’ampia discrezionalità governativa e ridurre sensibilmente l’intensità del controllo giurisdizionale. Dopo aver ricostruito l’evoluzione normativa e settoriale del golden power, con particolare attenzione all’estensione ai servizi finanziari e creditizi e al ruolo del Regolamento (UE) 2019/452, l’analisi si concentra sui criteri di attivazione del potere (minaccia concreta, necessità, proporzionalità, adeguatezza della motivazione) e sulla loro applicazione selettiva nel caso concreto. La nota evidenzia la riconduzione della “sicurezza economica” al genus della sicurezza nazionale, con il conseguente rischio di utilizzo protezionistico del golden power e le eventuali frizioni con le competenze della BCE e della Commissione europea – quest’ultima già intervenuta con una Comunicazione del 14 luglio 2025 e con l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia. In conclusione, si sottolinea l’esigenza di un più rigoroso perimetro normativo e di un più intenso scrutinio giurisdizionale al fine di evitare che il golden power divenga uno strumento di politica industriale e di regolazione indiretta del mercato.

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The article examines the judgment of the Lazio Regional Administrative Tribunal of 12 July 2025 (no. 13748), which represents the first use of Italy’s golden power in a purely domestic banking transaction (UniCredit’s public offer of exchange for Banco BPM). It focuses on the standard of review applied by the administrative court. While the judgment formally reaffirms the exceptional and residual nature of special powers, it effectively allows such broad governmental discretion that it significantly weakens the intensity of judicial scrutiny.

After tracing the legislative and regulatory development of the golden power regime—especially its extension to financial and banking services and its interaction with Regulation (EU) 2019/452 on the screening of foreign direct investment—the analysis turns to the substantive conditions for activating the power (a concrete threat, necessity, proportionality, and the adequacy of the statement of reasons) and to their selective application in the case at hand. The note underscores, in particular, the treatment of “economic security” as part of national security, the resulting risk of a protectionist use of the golden power, and the potential tensions with the mandates of the ECB and the European Commission. The latter has already intervened through a Communication dated 14 July 2025 and by opening infringement proceedings against Italy.

The article concludes that a tighter statutory framework and a more demanding standard of judicial review are needed if the golden power is not to evolve into a routine instrument of industrial policy and indirect regulation of the banking market.